domenica 7 maggio 2017

La grande bellezza, una boiata pazzesca





Un film che per me è stato una boiata pazzesca è La grande bellezza. Quando ho cominciato a vedere questo film di Paolo Sorrentino, non solo non mi è piaciuto per niente... mi sono anche addormentata.

Mi avevano parlato molto bene di questo film, che ha ricevuto tanti premi, ma sono stata molto delusa. Anche se non ho potuto finirlo, non credo che sia il tipo di film che mi sarebbe piaciuto vedere.

Credo che la storia che racconta La grande bellezza sembri interessante, ma mi sono annoiata da morire perchè il ritmo è troppo lento. Non è un racconto avvincente, non succede niente di spettacolare. Io preferisco i film di avventura e mistero e anche quelli storici o biografici.

Nemmeno le immagini di Roma mi hanno aiutato a godere della storia. Credevo che fosse un racconto sulla vita, sui viaggi... ma non sono stata capace di capire niente. Forse i film filosofici non sono fatti per me. Oppure Sorrentino è un registra troppo analitico per il mio gusto.

Non so che cosa vedano gli altri, ma per me questo film è stato una boiata veramente.

Amanda

martedì 31 gennaio 2017

L'oggetto misterioso

Ciao a tutti,
siamo le studentesse del livello B1.3 e vi proponiamo un quiz: indovinare gli oggetti misteriosi. Provate!




martedì 5 luglio 2016

Mi ricordo

Ciao a tutti!!

Siamo gli alunni di un corso A2 che dopo otto mesi di imparare insieme la lingua italiana siamo diventati un gruppo di amici inseparabili.

Ora siamo molto felici di condividere con voi dei ricordi di quando eravamo bambini che abbiamo fatto per praticare i tempi verbali passati.

Il nostro video ci piace molto, e a voi?

Saluti.

lunedì 14 marzo 2016

Come sarebbe il mondo senza...mattarello

                                   



                                           



Per prima cosa devo  ammettere che il mondo senza mattarello sarebbe proprio triste perché sarebbe quasi come una tragedia greca dove tutti muoiono. 
Gli studenti stranieri non dovrebbero chiedere a qualcuno (meglio se questo qualcuno è madrelingua italiana e si intende un po’ di cucina) se l’utensile fatto con un pezzo di legno tornito si scrive “mattarello” oppure “matterello” che, come sapete, meglio se è fatto in legno di faggio e si pulisce con uno strofinaccio di lino. Non dimenticate mai che i dettagli fanno la differenza! 

Poi, la cultura gastronomica italiana diventerebbe più povera perché le nonne (e forse, anche i nonni) non potrebbero più insegnare ai piccoli della famiglia come fare pasta fresca casereccia e non potrebbero sentire il gentile chef Cracco dire con energia: “Forza! Forza!” Quando uno dei cuochi amatoriali di MasterChef Italia fa fatica a litigare con la sfoglia per creare un pasto da Tre Forchette del Gambero Rosso in dieci minuti. (Fino a qua sembrava abbastanza facile cucinare, vero?)

E parlando della sfoglia.. che ne sarebbe delle sfogline e degli sfoglini senza questo attrezzo da cucina? Non dimenticate che un pezzo importante della tradizione alimentare dell’Emilia-Romagna andrebbe a pezzi e che la città di Bologna si conoscerebbe soltanto per essere “dotta e rossa”.

Ma come si potrebbe vivere in un pianeta senza mattarelli? Semplicemente.. Non si potrebbe! Io voglio tagliatelle al ragù (occhio! Non spaghetti al ragù), ravioli, tortellini, crostate (che buone che sono le crostate al cioccolato), lasagna, orecchiette e pizza (sì, viene da Napoli. Non ripeterlo ancora, per piacere...). 

A modo di conclusione e dopo tutto questo che ho detto e ciò che potrei ancora aggiungere al discorso (ma sono consapevole che l’insegnante ha diritto a riposarsi un po’), la smetto qua e finisco affermando categoricamente:
Evviva il mattarello!! :)
Gloria

venerdì 6 novembre 2015

Un film che mi ha commosso



           Foto: Cartello del film
   Foto: Peppino Impastato, davanti a Radio Aut
Regia
Marco Tullio Giordana
Anno produzione
2000
Durata
114 min
Genere
Drammatico; Biografico
Attori
Luigi Lo Cascio: Peppino Impastato
Luigi Maria Burruano: Luigi Impastato
Lucia Sardo: Felicia Bartolotta Impastato
Paolo Briguglia: Giovanni Impastato
Tony Sperandeo: Gaetano Badalamenti

Trama
I cento passi è un film dedicato alla vita e all'omicidio di Peppino Impastato, impegnato nella lotta alla mafia nella sua terra, la Sicilia.
Il titolo prende il nome dal numero di passi che occorre fare a Cinisi, per colmare la distanza tra la casa della famiglia Impastato e quella del boss mafioso Gaetano Badalamenti, conosciuto come Don Tano.

Commento
Per me questo film è stato veramente commovente e mi è piaciuto tantissimo.
Dall’inizio alla fine sono restata immobile davanti allo schermo. Mi sono molto impressionata e mi ha colpito soprattutto quando ho scoperto che tutto quello era realmente accaduto, che non era fittizio, che era un film biografico.
Alla fine del film, nel momento in cui appaiono le foto del vero Peppino, mi sono messa a piangere.

mercoledì 29 luglio 2015

Un luogo del cuore






Nel 2011 sono andata in vacanza in un posto che è diventato il mio luogo del cuore.

Un posto in mezzo al nulla, senza acqua, senza elettricità e, logicamente, dove il cellulare non prende…

Un modo di vivere al quale non siamo abituati, che serve per rendersi conto delle differenze di modo di vita tra i paesi ‘occidentali’ e quelli che generalmente cataloghiamo come terzo mondo e inoltre un vero esercizio di come l’essere umano si adatta a tutto.

Una delle cose che ci ha colpito di più è che i bambini non andavano a scuola. Quando avevamo chiesto perché, ci hanno spiegato che la scuola più vicina al villaggio si trovava a 4 km, e siccome gli scolari dovevano andare a piedi e non era solo lontano, ma anche pericoloso, nessun bambino ci andava.

E allora, il gruppo di persone che siamo andate lì, avevamo deciso di iniziare un progetto per costruire una scuola in questo piccolo paesino.

Nel 2015 questo progetto è diventato una realtà, e più di 200 bambini possono andare adesso a scuola.

Se volete saperne di più, basta guardare il video!

venerdì 3 luglio 2015

Una sagra in Austria








Mi chiamo Maria e sono di Vienna.  In Austria ci sono molte sagre, in tutte le quattro stagioni. 
Molte si sono sviluppate da festività originariamente pagane, diventando dopo cristiane, e hanno una tradizione millenaria, altre sono più giovani. 
Oggi tutte hanno un carattere principalmente folclorico e economico.

In inverno, oltre alle rappresentazioni relazionate al Natale, i presepi, le canzoni e i mercati di Avvento, ci sono – soprattutto nelle regioni alpine – i mostri chiamati “Perchten”. 

Quelli cattivi, come quelli della foto, sono mostri brutti con travestimenti di pelle scura e maschere con teste di tori e con una lunga coda come se fossero diavoli. 

Con la frusta percorrono le strade picchiando la gente, principalmente le ragazze. 

I “Perchten” buoni portano abiti chiari e montature grandi sulla testa, che sono molto pesanti (fino a 15 chili), rappresentando i quartieri, le professioni, etc. 

Tutti i “Perchten” portano grandi campane e sono molto rumorosi. Queste sfilate hanno luogo il 5 gennaio, durante l'ultima notte  “Rauhnacht” (“Rauhnächte”-pl.- si chiamano le 12 notti più corte dell’anno, tra il 24 dicembre e il 6 gennaio), e la loro finalità ai tempi antichi era spaventare e scacciare l’inverno.

Ecco altre foto:

              i mostri cattivi


               e i Perchten buoni, tutti luminosi.